Aloe Vera    

                                                                                                                                                       

                                                                            

Cos'è l'aloe vera ?

Piccola, con espansione ad arbusto, foglie carnose e succulente tra i 60 e i 90 centimetri di lunghezza e una base tra gli 8 e i 12 centimetri, l'Aloe vera, o Aloe Barbadensis Miller, rappresenta una delle oltre 300 varietà conosciute del vegetale di nome Aloe. Si tratta di una pianta sempreverde, perenne , con fogliame succulento e fiori di forma allungata, con tinte spettacolari, dal bianco verdastro al rosso, passando per il giallo (è il caso dell'aloe vera) e l'arancio. Il periodo della fioritura è in estate. Il colore è verde chiaro chiazzato, con contorni delicati, punteggiati a volte di rosa nei periodi freddi. Non ha tronco, ma è costituita da un ampio cespuglio che contiene dalle 12 alle 30 foglie. Non sopporta i climi estremi o l'eccessiva umidità. È considerata matura tra i tre e i quattro anni di età. La sua struttura e consistenza ricordano vagamente quella del cactus. Ha foglie carnose e fragili, che crescono a rosetta, ornate di spine, disposte a spirale attorno al fusto. Si propaga facilmente, con talea, dai germogli che fioriscono dalla base. Le piante giovani vanno mantenute in penombra, mentre quelle adulte o mature al sole, e su di un terreno sabbioso e poroso.
Si tratta di una pianta originaria dell'Africa, diffusa poi nelle Americhe dopo le spedizioni di Cristoforo Colombo e Amerigo Vespucci. Il clima caldo e umido dell'America centrale ne ha in seguito favorito la diffusione negli arcipelaghi caraibici, tra cui le isole Barbados, di cui il nome scientifico di Barbadensis. Dopo il 1950, ne sono sorte piantagioni anche negli Usa centromeridionali (Texas, Arizona e Florida; ma anche in Messico e in Sudamerica).
Era considerata inizialmente facente parte della famiglia delle liliacee , fino alla scoperta del ricercatore londinese Tom Reynolds, che ha proposto una nuova classificazione, introducendo la categoria a sé stante delle aloacee. La mucillagine dell'aloe contiene una sorta di tessuto cellulare spugnoso in grado di immagazzinare l'acqua filtrata dalle radici e dalle foglie. Grazie all'alchimia del metabolismo, questa acqua si trasforma in quel gel amaro e traslucido così ricercato per le sue proprietà medicinali. Tagliandone una foglia, si può osservare come immediatamente la pianta si rimargini producendo uno speciale liquido protettivo che forma una pellicola, in grado di impedire contaminazioni batteriche.

Un po' di storia

L'aloe è una pianta i cui poteri curativi sono conosciuti fin dall'antichità. Tra testimonianze, episodi accertati, tradizioni, racconti leggendari, essa lascia numerose tracce di sé nel cammino dell'uomo, fin dagli albori della civiltà. Il nome “Aloe” vuol significare “amaro”, dall'ebraico “Allal” o anche dall'arabo “Alloch”. Sembra individuarsi presso i Sumeri, incisa su tavolette d'argilla, la prima allusione all'uso terapeutico dell'aloe (musabbar). La pianta è raffigurata su vasi egizi, mentre è nota presso gli Indù come “il guaritore silenzioso”. In Egitto in particolare, l'Aloe era considerata un autentico elisir di lunga vita dai faraoni, che la desideravano come accompagnamento nel loro viaggio verso l'aldilà, tra le varie suppellettili collocate nella tomba. Di qui le piantagioni di aloe attorno alle piramidi e nelle strade che ancor oggi conducono alla Valle dei Re.
Possedeva anche virtù cosmetiche ed era molto utilizzata dalle donne. È nientemeno che Ippocrate, nell'antica Grecia, a parlarci invece dell'aloe come capace di guarire da gravi malattie, oltre che citarne innumerevoli altre capacità curative. Si narra che Alessandro il Grande, ferito da una freccia nemica, fosse stato unto con olio di aloe proveniente dall'isola di Socotra, e, guarito, si risolse a conquistare l'isola per assicurarsi le sue piantagioni della pianta “miracolosa”. I Romani vennero a conoscenza dell'aloe durante le guerre puniche. Dioscoride, medico greco in servizio tra le armate di Roma, ne descrisse le capacità cicatrizzanti e benefiche nel suo “De materia medica”, trattato in cinque libri nel quale sono citati i poteri delle piante officinali. L'Aloe è stata citata anche da Plinio il Vecchio nel 75 d.C. nella sua “Historia Naturalis”.
Anche nella tradizione cristiana l'aloe è nota e molto considerata. Nella Bibbia, numerosi sono i riferimenti a questa pianta. Nei Salmi (45-8) sta scritto che “le vesti del Re sono profumate con mirra e aloe”, nel capitolo 19-39 del Vangelo di Giovanni è detto: “Nicodemo, che da principio era andato di notte da Gesù, venne portando una mistura di mirra e d'aloe, quasi cento libbre. Essi presero il corpo di Gesù e lo avvolsero in bende di lino con aromi, secondo il modo di seppellire in uso presso gli Ebrei”.
L'aloe è il “giglio del deserto” per i Tuareg del Sahara. È conosciuta in Mesopotamia e tenuta in grande considerazione presso la medicina ayurvedica dell'India.
I soldati napoleonici furono curati con essa dopo che ne avevano scoperto l'esistenza dai mammelucchi arabi, loro nemici.
Durante le crociate, nel Medioevo, i guerrieri cristiani scoprono le virtù dell'aloe, farmaco per eccellenza dei loro avversari musulmani. È Cristoforo Colombo che, curati con le piante d'aloe nel Nordafrica i marinai della Santa Maria, la maggiore delle tre caravelle, ribattezza l'aloe “dottore in vaso”. Durante il suo viaggio verso il Nuovo mondo, egli scrive nel suo diario “Todo està bien, hay aloe a bordo” (“é tutto a posto, a bordo c'è dell'aloe”). Paracelso, grande medico rinascimentale, parla del “misterioso segreto 'aloe' il cui succo d'oro guarisce le ustioni e gli avvelenamenti del sangue”. I padri gesuiti portoghesi e spagnoli la coltivano nelle colonie d'America, Africa ed Estremo Oriente chiamandola “L'albero di Gesù”. Grazie a loro, viene importata nei Caraibi, di qui il nome di Barbadensis, dalle isole Barbados, o appunto “Aloe vera” secondo la definizione che ne dà il botanico Linneo. L'Aloe è conosciuta anche tra gli indiani d'America (“il medico celeste” secondo gli Jvaros), che curano con essa emicrania, calcoli e tosse.
L'aloe era ed è nota anche in Estremo Oriente. In Giappone era utilizzata in varie forme, bevuta e mangiata o sparsa sul corpo, mentre è utilizzata (soprattutto l'Aloe ferox) nell'agopuntura nella tradizione cinese e anche contro ustioni o affezioni cutanee.


"ALOE VERA : UNA PIANTA IN SVILUPPO" Erboristeria Domani. n.252, 44-54, 2001. Da Poggi P.
Attraverso i millenni: la lunga e intensa storia dell' ALOE
1500 aC La prima dettagliata descrizione sul valore terapeutico delI’Aloe è certamente quella che appare nel papiro egizio di Ebers (1500 a.C.). Sicuramente Nefertiti e Cleopatra spalmarono sul loro corpo unguenti contenenti succo di Aloe.
400-300 aC L’Aloe è conosciuta in Grecia; ne parlano gli antichi medici e scienziati di quella civiltà (Ippocrate, Teofrasto, ecc.)
20-100 dC L'aloe è descritta nelle loro opere da altri illustri scienziati dell’antichità, il medico greco Dioscoride, il fisico Celsius, il naturalista latino Plinio il Vecchio.
200 dC L’Aloe è un ingrediente importante della medicina naturale romana. Entra nelle ricette di Galeno.
700.800 dC Anche in Cina sono noti gli usi curativi dell’Aloe, nota col nome di “Hsiang.tquan” in relazione al suo sapore amaro
900 dC In Arabia, Al-Kind, filosofo, ingegnere, fisico, descrive l’Aloe come efficace nel trattamento di infiammazioni, ulcere, ferite, scottature.
1000-1300 L’Aloe si diffonde in Europa; i portoghesi rubano agli arabi la supremazia nel commercio marittimo della droga.
1400-1500 I conquistatori spagnoli ed i missionari diffondono la coltivazione e l’uso dell’Aloe nel Nuovo Mondo. Cristoforo Colombo ne riferisce nei suoi diari.
1800-1900 La coltivazione dell’Aloe si diffonde in varie altre zone del mondo, specie dell’America centro-meridionale e di regioni affacciate sul Pacifico.
1935 Appare la prima relazione scientifica (Collins) circa l’impiego di gel di Aloe nella cura di radiodermiti (ustioni provocate da raggi X)
1945 Ustionati dalle esplosioni atomiche in Giappone vengono curati con risultati sorprendenti con gel di Aloe
1940-1960 La scuola russa (Filatov) porta a compimento tutta una serie di sperimentazioni per valutare appieno le proprietà curative dell’Aloe
1950 L’ing. Stockton studia un metodo atto a stabilizzare il gel di Aloe in modo da renderlo di comodo uso ogni qual volto potesse occorrere ed in qualsiasi posto.
1950-1954 E’ evidenziata e confermata un’attività batteriostatica (antibioticosimile) dell’Aloe vera verso diversi tipi di stafilococchi.
1960-1970 In questi decenni appaiono le prime formulazioni di cosmetici contenenti Aloe vera, che si rifanno, per quanto concerne la funzionalità, a quelle che sono le proprietà del principio attivo in preparati dermatologici medici (lenitivo, calmante, cicatrizzante, ammorbidente, ecc.)
1973 Viene confermata sperimentalmente l’efficacia di Aloe vera nel trattamento di acne, alopecia, ulcere alle gambe e perdita dei capelli

1974 Negli USA, negli health food store appaiono i primi long-drink a base aloe

1978 Al Congresso IFSCC di Tokio, l’Aloe vera viene presentata come “un valido principio attivo di impiego cosmetico”. Una rivista scientifico americana riporta che ormai lo maggior parte delle linee cosmetiche di importanti aziende contengono almeno un preparato a base di questo ingrediente.

1976 E’ spiegato l’effetto calmante ed antidolorifico dell’Aloe vera col fatto che essa contiene sostanze che impediscono la formazione e l’effetto infiammatorio e dolorifico della brakidìna.

1980 Sperimentazioni cliniche (Chicago) dimostrano la capacità di Aloe vera di guarire bruciature di terzo grado e congelamenti in un tempo inferiore a quello di moderni specifici medicamenti. E’ parimenti confermato l’efficacia di Aloe vera verso una nutrita serie di ceppi batterici senza essere tossica.

1981 Nasce IASC (International Aloe Science Council) un’ente preposto al controllo e coordinamento di tutte le attività industriali, tecniche e commerciali inerenti la coltivazione, la lavorazione, la vendita e l’impiego di Aloe vera, nonché degli studi scientifici effettuati su detto principio per una loro ordinata e utile diffusione.

1989 Ricercatori giapponesi affermano che l’Aloe vera contiene almeno tre sostanze a riconosciuta attività antitumorale.

1992 Il dott. Strickland (Università del Texas) suggerisce la possibilità che Aloe vera può non solo fermare il danno provocato al sistema immunitario da severe esposizioni alla luce solare, ma può realmente restituire al sistema la sua completa normale funzionalità compromessa dalla bruciatura.
1994 La FDA concede ai Carrington laboratories (Texas) la possibilità di utilizzare un carboidrato complesso — acemannano — isolato da Aloe vera ,nella terapia dell’ AIDS. In associazione al più comune dei farmaci impiegati nella terapia di questa affezione (l’AZT): ne esalta per sinergia l’attività, tanto da arrestare in molti casi la progressione della sindrome.

2000 L’Aloe è componente in vari paesi del mondo di bevande corroboranti, digestive, tonicizzanti; in Giappone, oltre che in long-drink, è presente in un affermato whisky’ ed in uno yogurt.
In Messico, se ne fa uso in pannolini assorbenti per bambini e signore.
In campo cosmetico il gel di Aloe vera è ormai diffuso in molti preparati, da dentifrici a creme idratanti, da preparati pre- e dopo sole a saponi e prodotti per capelli.

2003 .... e la storia continua......



Le proprietà della pianta


Ma come mai l'aloe vera, questa pianta che praticamente tutte le maggiori civiltà hanno cantato ed esaltato come una formidabile guaritrice, è così efficace, e soprattutto, corrisponde a verità la sua capacità guaritrice che è alla base della formula di Padre Romano Zago? Vediamo brevemente cosa ci dicono la chimica e la medicina circa le reali proprietà di questa pianta.
A lungo impiegata sotto forma di polvere, ottenuta dall'essicazione delle foglie (metodo tutt'oggi utilizzato nelle Antille e in numerosi paesi del Terzo mondo), l'aloe trova la maggiore efficacia nelle proprietà del gel, ricchissimo di principi attivi, che si ottiene incidendo le foglie della pianta.
Si tratta del gel incolore, della parte interna, del “cuore” della pianta, che ha proprietà astringenti, battericide, cicatrizzanti, antiinfiammatorie, antivirali.
Queste capacità sono date al gel dell'aloe vera da un insieme di sostanze presenti in esso, che agendo sinergicamente ottengono i numerosi effetti benefici descritti.
In particolare, nell'aloe si trovano vitamine come la A , la C e la E, e inoltre quasi tutte le varietà di vitamina B. Esse esercitano azione antiossidante, neutralizzando i radicali liberi ed evitando così l'invecchiamento delle cellule. In particolare, la vitamina A esercita una funzione importantissima rafforzando le difese immunitarie, una delle proprietà fondamentali dell'aloe, perché rinforza la mucosa, che a sua volta trattiene i germi e permette agli enzimi di attaccarli e distruggerli, anziché lasciarli filtrare nell'organismo.
Ma soprattutto, nella nostra pianta si trova un'altissima percentuale di amminoacidi: alanina, arginina, acido aspartico, acido glutammico, glicina, istidina, lisina, metionina, prolina, serina, tirosina, importantissimi per la formazione delle proteine. Tra di essi la lisina, che l'aloe contiene in alta concentrazione, come l'anginina e la metionina.
In grande varietà sono contenuti nell'aloe vera anche i minerali (In ogni litro di succo d'aloe:
Calcio 18,6 mg - carbonato di potassio 31,4 - ferro 44 - manganese 4,5 - magnesio 3,1 - sodio 12,7 - zinco 1,7), tra cui calcio, ferro, fosforo e potassio, che preservano ossa, muscoli e sistema nervoso.
Inoltre numerosissimi enzimi (aliasi, alcalinasi, fosfatasi, amilasi, carbossipeptidasi, catalasi, cellulasi, lipasi e perossidasi) che agiscono nei processi digestivi, accelerando il metabolismo e favorendo quindi l'eliminazione di tossine, colesterolo e obesità.
Inoltre, nell'aloe vera si trovano complessi antrachinonici (aloe-emodim, acido aloetico, aloina, antracina, antranolo, barbaloina, acido crisofanico, olio etereo, estere dell'acido cinnamico, isobarbaloina e resistanolo) che funzionano da analgesici, antinfiammatori nei dolori della colonna vertebrale e per i dolori in generale.
Infine, troviamo nell'aloe steroidi (fornisce 4 principali steroidi di piante: colesterolo, campesterolo, luppeolo e Beta-sistosterolo che sono agenti antinfiammatori, mentre il luppeolo possiede anche proprietà antisettiche e analgesiche), zuccheri (mono e polisaccaridi) con azione antinfiammatoria e l'acemannano che attiva il sistema immunologico nella difesa da virus, batteri e inquinamento ambientale, saponine (glicosidi) con azione antisettica e di pulizia, ormoni (auxine e gibberelline) che facilitano la cicatrizzazione e l'azione antinfiammatoria, principi attivi fitoterapici, come la lignina, che facilitano la penetrazione del gel nella pelle, idratandola e nutrendola.
Gli studi più recenti hanno evidenziato la presenza nell'aloe vera dell' acemannano. Si tratta di una macromolecola polimera, solubile nell'acqua, che aumenta la produzione nell'organismo dei macrofagi, fattori dell'eliminazione dei tumori. In pratica questa sostanza svolge una funzione depurativa e immunostimolante, attivando al massimo le difese immunitarie presenti nel nostro fisico. Possiede inoltre proprietà germicide, battericide e fungicide.
In passato il consumo del gel dell'aloe vera era molto più ridotto o difficoltoso, perché il gel tende ad ossidarsi rapidamente perdendo le sue proprietà. Oggi invece è possibile “stabilizzarlo” e conservarlo attraverso processi naturali a freddo, in modo da fargli mantenere i suoi princìpi attivi. Vengono utilizzati per questo processo conservanti naturali e antiossidanti per mantenerne anche il colore ed il sapore.
Grazie a questa serie di proprietà, l'aloe è in grado di svolgere numerose funzioni di depurazione e rinvigorimento dell'organismo umano.
Quanto alle gravi malattie, sono numerosissime le testimonianze che parlano di un effetto formidabile di purificazione del sangue e di rinvigorimento delle cellule, comprese le difese e gli agenti in grado di aggredire le metastasi. Senza che ancora la medicina ufficiale abbia dato risposte ultimative, si può affermare che l'aloe costituisce una vera e propria cura naturale in possesso di alcuni agenti potentissimi nel combattere l'azione degenerativa del male. Nessuna magia, dunque, nessun “intruglio” o “pozione” non meglio identificata; piuttosto un vero arsenale di difese immunitarie e di proprietà rinfrescanti e rigeneranti, contenuto in una semplice pianta.


Il rapporto con la medicina ufficiale


Il libro “La guarigione silenziosa”, uno studio moderno e scientifico sull'Aloe Vera del dottor Bill Coats, condotto negli Stati Uniti e disponibile anche in Italia, traccia un lungo elenco delle malattie nei cui confronti l'aloe si è dimostrata efficace. L'uso dell'aloe, per la scienza medica occidentale, nella prevenzione e cura del cancro è ancora agli albori. Questo si spiega con il fatto che le sperimentazioni finora condotte sono state effettuate su cavie ed in laboratorio, ed i protocolli medici per testare la validità di un nuovo agente sono lunghi e molto elaborati. Sono infatti necessari anni per passare dalla sperimentazione in vitro a quella sulle persone, e solo al termine di questa ulteriore fase vengono concesse le autorizzazioni a produrre farmaci contenenti un nuovo componente.
Nei protocolli di ricerca, i risultati sono comunque molto incoraggianti.
Numerosissime sono le testimonianze inequivocabili sull'efficacia dell'aloe nel contrastare le malattie, in modo naturale, depurando a fondo l'organismo e sollecitando una risposta molto forte da parte del sistema immunitario. Tantissime di queste testimonianze provengono direttamente dall'esperienza di Padre Romano Zago, che ha il merito di avere raccolto e divulgato in Occidente questa ricetta antichissima, già conosciuta dagli avi e dalla. gente semplice che si affida fin dai primordi ai rimedi naturali. Le funzioni importantissime dell'acemannano, presente in altissima concentrazione nell'aloe vera, sono state dimostrate ufficialmente da numerosi studi internazionali. Attualmente negli Stati Uniti la Food and Drag administration sta effettuando test sugli effetti dell'aloe nei confronti del virus dell'Aids.
È comunque accertato che l'aloe abbia almeno tre funzioni fondamentali: una azione oncostatica antiproliferativa; un'azione immunomodulante; un'azione antiossidante. Le più recenti acquisizioni in materia - e parliamo di acquisizioni scientifiche – confermano nell’aloe l’eccezionale concentrazione di sostanze in grado di spingere l’organismo a dare risposte straordinarie anche alle malattie peggiori, in forma del tutto naturale e duratura.


Chi è Padre Romano Zago?

Nato in Brasile, nell'attuale comune di Progresso, l'11 aprile del 1932, Romano Zago, ascendenti italiani, entra appena undicenne nel seminario Serafico "San Francesco" di Taquari dove porta a termine gli studi. Diviene novizio nel 1952. Studia filosofia a Daltro Filho e Teologia a Divinipolis, in Mato Grosso, e viene ordinato sacerdote nell'ordine dei Frati Minori. È presto nominato professore presso il seminario di Taquari dove aveva iniziato i suoi studi, nel 1971 si laurea anche in lettere ed insegna Francese, Spagnolo, Portoghese e Latino nelle varie case del suo ordine. Nel 1991 viene inviato a prestare il proprio servizio in Israele, dove prosegue nell'insegnamento ai giovani.
Oggi vive e lavora in Brasile, dove è tornato al termine della sua missione in Terrasanta.

Una bevanda "straordinaria"

È in Israele che Padre Romano elabora la sua scoperta. L'aloe vera, o Babosa, presente in abbondanti quantità nella regione, è la "materia prima" su cui egli concentra la propria attenzione, nei momenti liberi. "Conoscevo già la pianta - dichiarerà in seguito il religioso - in Brasile, mia madre ce la dava sempre come lenitivo, quando da bambini ci ferivamo giocando o per tante piccole cose legate ai guai fisici. Ma allora non credevo che una pianta così piccola e diffusa potesse avere un potere guaritivo così grande".
Mescolando il succo ricavato dalla frullatura delle foglie della pianta con semplice miele d'api e grappa, ottiene un composto dalle proprietà guaritive straordinarie. I suoi primi "pazienti", cui Padre Romano dona alcune dosi della bevanda, sono alcuni cittadini indistintamente di religione cristiana, ebraica, musulmana.

La ricerca di Padre Romano Zago è pubblicata sulla nota rivista "Terra Santa" e su altre riviste specializzate e di rilievo. È l'inizio della notorietà per il frate francescano e il suo elisir di lunga vita. Rientrato in Brasile nel '95, Padre Romano Zago divulga ulteriormente la sua formula, e comincia a dedicarsi in modo continuativo alla sua sperimentazione e alla cura degli ammalati più gravi e disperati. Convinto dalle numerose guarigioni straordinarie, raccoglie la sua esperienza nel libro “O cancer tem cura” (“Di cancro si può guarire”, edizione italiana Adle edizioni, Padova), in cui Padre Romano espone con semplicità e chiarezza, la pratica della cura della “malattia del secolo” attraverso la sua bevanda a base di Aloe. “Se alcuni sono guariti avvalendosi di questo metodo semplice ed economico, perché non offfrire questa stessa opportunità a più persone? Ecco il mio unico obiettivo”, spiega nel suo libro Padre Romano Zago.

Nel volume, tra gli altri capitoli dedicati a spiegare la forza del preparato anche rispondendo con precisione ad alcune tra le più comuni domande che possono sorgere di fronte alla portata rivoluzionaria del prodotto, spicca il capitolo “Internazionalizzazione della formula”. In esso viene spiegato come il preparato a base di Aloe ha trovato via via accoglimento in molti paesi, acquisendo dignità di cura completa contro gravi malattie, e vengono riportate numerosissime testimonianze di persone guarite perfettamente grazie all'assunzione del preparato.

Padre Romano Zago nel 1998 ha concesso l'autorizzazione ad un'industria brasiliana a produrre in suo nome il preparato a base di Aloe. È da qui che prende il via la storia dell' “Aloe vera di Padre Romano Zago”, bevanda fedele alla formula originale, e commercializzata in numerosi paesi.
Nello stesso anno veniva istituita la Fondazione "Fra Romano Zago", che oltre ad essere attiva nel sostegno a persone in difficoltà e nella solidarietà in genere, conduce un'intensa attività di diffusione e ricerca sui vantaggi e sulle proprietà curative dei prodotti naturali, fra cui l'Aloe ha, ovviamente, un posto di primo piano.

Come il padre arriva alla formula

“Onestamente non ho la pretesa di essere considerato il creatore o l'inventore del metodo. Tanto meno di presentarmi come il pioniere, o in altre parole, come il primo che ha applicato questa forma con esito positivo. Questo infatti non corrisponderebbe a verità. Altri, molto prima di me, dovrebbero arrogarsi, giustamente, tale diritto”. (“Di cancro si può guarire”, edizioni Adle, Padova, pag. 5).
Con queste parole, Padre Romano Zago vuole sottolineare il fatto di essere stato il principale diffusore, non l'inventore della formula che ha, in realtà, messa a punto avendola tratta dalla saggezza popolare, dalla gente delle baraccopoli in cui si trovava ad operare e dall'insegnamento di altri padri francescani, fra tutti padre Arno Reckzigel, Padre provinciale durante il suo incarico presso Rio Grande do Sul.
Il merito di Padre Romano Zago, questo umile ma instancabile frate francescano, è quello di avere perseguito, con grande determinazione e costanza, la diffusione del preparato a base di aloe, da lui perfezionato, prima attraverso la somministrazione diretta, ad infinite persone che si recavano da lui desiderose di ottenere almeno una speranza di guarigione nel momento difficile della “malattia del secolo”, per loro stesse o per i loro familiari; e poi con diverse pubblicazioni che hanno reso nota la formula dell’Aloe vera di Padre Romano Zago anche in Occidente, tra cui “O cancer tem cura”, il libro che in Italia è edito dalle edizioni Adle di Padova col titolo “Di cancro si può guarire”.

Perché gli ingredienti

Il particolare successo della formula è dovuto ai suoi tre ingredienti: l'aloe innanzitutto, e poi il miele e la grappa. Perché questi ingredienti, come mai miele e grappa (o cognac, o brandy) ad accompagnare le proprietà dell'aloe? “La spiegazione è semplice” dirà lo stesso Padre Romano. Ed in effetti è così. Il miele infatti, sempre che si tratti di miele d’api, naturale e non (troppo) trattato, ha la proprietà di veicolare, di condurre le sostanze curative contenute nel succo d’aloe, fino ai recettori più remoti del nostro organismo, consentendo al preparato di esercitare la sua azione benefica.
Quanto alla grappa, essa effettua un'azione di vasodilatazione, ovvero allarga i vasi sanguigni facilitando la depurazione generale dell'organismo. Il sangue può così purificarsi, eliminando le sostanze infettanti. Inoltre, l'organismo umano non sarebbe in grado di assorbire integralmente il liquido viscoso e ricco di proprietà, ovvero l'aloina, che sgorga quando si incide una pianta di aloe, senza scioglierlo in un distillato.
Come si prepara e si assume - le reazioni del nostro organismo

Ed ecco la formula definitiva dell'Aloe vera di Padre Romano Zago.

INGREDIENTI:
Mezzo chilo di miele d'api (miele biologico di acacia)
40-50 ml (circa 6 cucchiai) di distillato (Grappa, Cognac, whisky, etc.)
350/400 grammi di foglie di Aloe vera/Aloe Arborescens.

COME SI PREPARA?
La risposta la fornisce lo stesso Padre: “Togliere le spine dai bordi delle foglie e la polvere depositatasi, utilizzando uno straccio asciutto o una spugna. Tagliare a pezzi le foglie (senza togliere la buccia) e metterle nel frullatore assieme al miele e al distillato prescelto. Frullare bene e il preparato è pronto per il consumo. Non va filtrato, né cotto, ma solo conservato con cura in frigorifero all'interno di un barattolo scuro, ben chiuso”.
Le dosi che il padre consiglia prevedono l'assunzione di un cucchiaio da tavola una mezz'ora prima di ciascuno dei tre pasti principali. Il prodotto va agitato bene prima dell'uso. Concluso il primo barattolo, è il caso di sottoporsi ad una visita medica per capire lo stato della malattia. In base al responso, dopo una pausa di alcuni giorni, si potrà ripetere il ciclo di cura, fino all'eliminazione del male.
L'aloe utilizzata deve essere una pianta matura, quindi di almeno quattro anni, ed è importante che anche il miele sia di ottima qualità e soprattutto naturale, proprio a causa della sua caratteristica di “trasportatore” delle sostanze benefiche contenute nell'aloe.
Quanto alle reazioni che la somministrazione dell'aloe può dare, Padre Romano Zago precisa che esse non devono spaventare. Rappresentano infatti l’espulsione, la liberazione completa da parte dell'organismo delle sostanze impure, e soprattutto, quando si verificano, hanno una durata limitata, da uno a tre giorni al massimo.
In chi assume la bevanda a base di aloe si possono dunque verificare eruzioni cutanee, oppure diarrea o nei casi più accentuati, conati di vomito: ma il tutto, secondo Padre Romano, indica che si è sulla buona strada, e che gli sforzi fatti iniziano a dare i propri frutti. Tutti possono assumere il preparato, anche se esso è sconsigliato soltanto alle donne in stato di gravidanza, per la loro particolare condizione.

              

Ingredienti:
FOGLIE INTERE DI ALOE VERA STABILIZZATE, MIELE,
ACQUAVITE DI CANNA DA ZUCCHERO;
conservanti alimentari: potassio sorbato, benzoato di sodio, acido citrico.
Gradazione alcolica: 0,5%. Contiene: Aloina 180ppm/ltr

Il prodotto è stato notificato al ministero della salute in data 12/12/2002.
La presente notifica non implica accettazione da parte del ministero della salute di qualsivoglia messaggio a carattere pubblicitario

Modo d'uso.

Prendere un cucchiaio da tavola 20 o 30 minuti prima dei tre pasti principali (se non si riesce prenderlo a mezzogiorno: alla sera dose doppia). Ai bambini si da un cucchiaio da tè e, comunque, ci si regola a seconda dell’età.

Dopo il primo flacone si sospende per due o tre giorni, poi se ne riprende un altro e, sotto controllo medico, si ripetono gli esami per verificare se c’è stato un miglioramento. Se c’è stato, ma non la guarigione, si continua assumendolo ininterrottamente e raddoppiando la dose fino a guarigione avvenuta.

Precauzioni d'uso.

L'Aloe e' sconsigliato a: donne incinte, in allattamento, bambini piccoli, coloro che hanno subito trapianti, si sottopongono a dialisi, hanno il sistema immunitario iperattivo.

DIETA CONSIGLIATA: Dieta Vegetariana

Soprattutto nel caso di patologie piu' gravi non si deve sospendere neppure a guarigione avvenuta, ma ridurlo nel seguente modo:

. per il primo anno: un flacone ogni mese
. per il secondo anno: un flacone ogni tre mesi
. dal terzo anno: due flaconi in primavera e due in autunno.

Tratto da: “Di cancro si può guarire” di P. Romano Zago (pag. 55 e seg.): “…
Ho informazioni di persone che hanno preso il preparato ed hanno avuto le seguenti reazioni: Nessun cambiamento o reazione.
Sulla pelle tramite i pori: prurito in tutto il corpo, foruncoli, ascessi , eruzione cutanea come la varicella; vesciche, anche sul palmo delle mani o sotto i piedi. Tramite le feci: feci con odore più forte del solito, disturbi intestinali, diarrea; flatulenza (gas puzzolente). Tramite l'urina:si urina con più frequenza, urina più scura - quasi marrone; urina somigliante a sangue mescolato con acqua.
Altri fenomeni: vomito, dolori generici, non sempre localizzati, soprattutto al ventre.
Vorrei ribadire che tali indisposizioni o fastidi durano uno, due, tre, massimo quattro giorni, seguiti sempre da una sensazione di benessere e buona disposizione per tutto, come in uno stato di convalescenza. E' importante l’atteggiamento con cui si affrontano tali disagi: non bisognerebbe sospendere la cura.
Devi essere convinto che sei sulla buona strada, ossia, che le tossine hanno trovato la valvola di sfogo, se ne sono andate. Hai trovato la strada della guarigione. Adesso devi soltanto insistere, continuare. Sospendere la cura sarà come perdere tutto. …”

EFFETTI BENEFICI PER:
Acidità di stomaco Lupus, Acne persistente, Morbo di Parkinson, Aiuto per l’asma, Normalizzazione colesterolo, Aiuto sessuale per quarantenni, Piccole ferite sul cuoio capelluto, Alito cattivo, Piede dell’atleta, Arrossamenti cutanei, Polipi intestinali, Artrite, Polipi uterini, Callosità, Prostata, Calvizie, Psoriasi, Capelli più morbidi, Regolazione pressione, Catarro, Reumatismi, Cattiva digestione, Sinusite, Congiuntivite, Stimolazione dell’appetito, Epilessia, Stipsi, Forfora, Ulcera, Foruncoli sulla pelle, Ulcere della retina, Funghi, Ulcere varicose, Gastrite, Unghie atrofizzate.