Aloe
Vera 

Cos'è l'aloe vera
?
Piccola, con espansione ad arbusto, foglie carnose e
succulente tra i 60 e i 90 centimetri di lunghezza e una base tra gli 8 e i 12
centimetri, l'Aloe vera, o Aloe Barbadensis Miller,
rappresenta una delle oltre 300 varietà conosciute del vegetale di nome Aloe. Si tratta di una pianta sempreverde, perenne , con
fogliame succulento e fiori di forma allungata, con tinte spettacolari, dal
bianco verdastro al rosso, passando per il giallo (è il caso dell'aloe vera) e
l'arancio. Il periodo della fioritura è in estate. Il colore è verde chiaro
chiazzato, con contorni delicati, punteggiati a volte di rosa nei periodi
freddi. Non ha tronco, ma è costituita da un ampio cespuglio che contiene dalle
12 alle 30 foglie. Non sopporta i climi estremi o l'eccessiva umidità. È
considerata matura tra i tre e i quattro anni di età. La sua struttura e
consistenza ricordano vagamente quella del cactus. Ha foglie carnose e fragili,
che crescono a rosetta, ornate di spine, disposte a spirale attorno al fusto. Si
propaga facilmente, con talea, dai germogli che fioriscono dalla base. Le piante
giovani vanno mantenute in penombra, mentre quelle adulte o mature al sole, e su
di un terreno sabbioso e poroso.
Si tratta di una pianta originaria
dell'Africa, diffusa poi nelle Americhe dopo le spedizioni di Cristoforo Colombo
e Amerigo Vespucci. Il clima caldo e umido dell'America centrale ne ha in
seguito favorito la diffusione negli arcipelaghi caraibici, tra cui le isole
Barbados, di cui il nome scientifico di Barbadensis. Dopo il 1950, ne sono sorte
piantagioni anche negli Usa centromeridionali (Texas, Arizona e Florida; ma
anche in Messico e in Sudamerica).
Era considerata inizialmente facente parte
della famiglia delle liliacee , fino alla scoperta del ricercatore londinese Tom
Reynolds, che ha proposto una nuova classificazione, introducendo la categoria a
sé stante delle aloacee. La mucillagine dell'aloe contiene una
sorta di tessuto cellulare spugnoso in grado di immagazzinare l'acqua filtrata
dalle radici e dalle foglie. Grazie all'alchimia del metabolismo, questa acqua
si trasforma in quel gel amaro e traslucido così ricercato per le sue proprietà
medicinali. Tagliandone una foglia, si può osservare come immediatamente la
pianta si rimargini producendo uno speciale liquido protettivo che forma una
pellicola, in grado di impedire contaminazioni batteriche.
Un po' di storia
L'aloe è una pianta
i cui poteri curativi sono conosciuti fin dall'antichità. Tra testimonianze,
episodi accertati, tradizioni, racconti leggendari, essa lascia numerose tracce
di sé nel cammino dell'uomo, fin dagli albori della civiltà. Il nome “Aloe” vuol
significare “amaro”, dall'ebraico “Allal” o anche dall'arabo
“Alloch”. Sembra individuarsi presso i Sumeri, incisa su tavolette d'argilla, la
prima allusione all'uso terapeutico dell'aloe (musabbar). La pianta è
raffigurata su vasi egizi, mentre è nota presso gli Indù come “il guaritore
silenzioso”. In Egitto in particolare, l'Aloe era considerata un autentico
elisir di lunga vita dai faraoni, che la desideravano come accompagnamento nel
loro viaggio verso l'aldilà, tra le varie suppellettili collocate nella tomba.
Di qui le piantagioni di aloe attorno alle piramidi e nelle strade che ancor
oggi conducono alla Valle dei Re.
Possedeva anche virtù cosmetiche ed era
molto utilizzata dalle donne. È nientemeno che Ippocrate,
nell'antica Grecia, a parlarci invece dell'aloe come capace di guarire da gravi
malattie, oltre che citarne innumerevoli altre capacità curative. Si narra che
Alessandro il Grande, ferito da una freccia nemica, fosse stato unto con olio di
aloe proveniente dall'isola di Socotra, e, guarito, si risolse a conquistare
l'isola per assicurarsi le sue piantagioni della pianta “miracolosa”. I
Romani vennero a conoscenza dell'aloe durante le guerre
puniche. Dioscoride, medico greco in servizio tra le armate di
Roma, ne descrisse le capacità cicatrizzanti e benefiche nel suo “De
materia medica”, trattato in cinque libri nel quale sono citati i
poteri delle piante officinali. L'Aloe è stata citata anche da Plinio il Vecchio
nel 75 d.C. nella sua “Historia Naturalis”.
Anche nella tradizione cristiana
l'aloe è nota e molto considerata. Nella Bibbia, numerosi sono i riferimenti a questa
pianta. Nei Salmi (45-8) sta scritto che “le vesti del Re sono profumate con
mirra e aloe”, nel capitolo 19-39 del Vangelo di Giovanni è detto: “Nicodemo,
che da principio era andato di notte da Gesù, venne portando una mistura di
mirra e d'aloe, quasi cento libbre. Essi presero il corpo di Gesù e lo avvolsero
in bende di lino con aromi, secondo il modo di seppellire in uso presso gli
Ebrei”.
L'aloe è il “giglio del deserto” per i Tuareg del Sahara. È
conosciuta in Mesopotamia e tenuta in grande considerazione presso la medicina
ayurvedica dell'India.
I soldati napoleonici furono curati con essa dopo che
ne avevano scoperto l'esistenza dai mammelucchi arabi, loro nemici.
Durante
le crociate, nel Medioevo, i guerrieri cristiani scoprono le virtù dell'aloe,
farmaco per eccellenza dei loro avversari musulmani. È Cristoforo
Colombo che, curati con le piante d'aloe nel Nordafrica i marinai della
Santa Maria, la maggiore delle tre caravelle, ribattezza l'aloe “dottore in
vaso”. Durante il suo viaggio verso il Nuovo mondo, egli scrive nel suo diario
“Todo està bien, hay aloe a bordo” (“é tutto a posto, a bordo c'è dell'aloe”).
Paracelso, grande medico rinascimentale, parla del “misterioso
segreto 'aloe' il cui succo d'oro guarisce le ustioni e gli avvelenamenti del
sangue”. I padri gesuiti portoghesi e spagnoli la coltivano nelle colonie
d'America, Africa ed Estremo Oriente chiamandola “L'albero di Gesù”. Grazie a
loro, viene importata nei Caraibi, di qui il nome di Barbadensis, dalle isole
Barbados, o appunto “Aloe vera” secondo la definizione che ne
dà il botanico Linneo. L'Aloe è conosciuta anche tra gli
indiani d'America (“il medico celeste” secondo gli Jvaros), che curano con essa
emicrania, calcoli e tosse.
L'aloe era ed è nota anche in Estremo Oriente.
In Giappone era utilizzata in varie forme, bevuta e mangiata o sparsa sul corpo,
mentre è utilizzata (soprattutto l'Aloe ferox) nell'agopuntura nella tradizione
cinese e anche contro ustioni o affezioni cutanee.
"ALOE VERA : UNA PIANTA IN
SVILUPPO" Erboristeria Domani.
n.252, 44-54, 2001. Da Poggi P.
| Attraverso i
millenni: la lunga e intensa storia dell' ALOE |
| 1500 aC |
La prima dettagliata descrizione sul valore terapeutico delI’Aloe è
certamente quella che appare nel papiro egizio di Ebers (1500 a.C.). Sicuramente
Nefertiti e Cleopatra spalmarono sul loro corpo unguenti contenenti succo di
Aloe.
|
| 400-300 aC |
L’Aloe è conosciuta in Grecia; ne parlano gli antichi medici e scienziati di
quella civiltà (Ippocrate, Teofrasto, ecc.)
|
| 20-100 dC |
L'aloe è descritta nelle loro opere da altri illustri scienziati
dell’antichità, il medico greco Dioscoride, il fisico Celsius, il naturalista
latino Plinio il Vecchio. |
| 200 dC |
L’Aloe è un ingrediente importante della medicina naturale romana. Entra
nelle ricette di Galeno. |
| 700.800 dC |
Anche in Cina sono noti gli usi curativi dell’Aloe, nota col nome di
“Hsiang.tquan” in relazione al suo sapore amaro |
| 900 dC |
In Arabia, Al-Kind, filosofo, ingegnere, fisico, descrive l’Aloe come
efficace nel trattamento di infiammazioni, ulcere, ferite, scottature. |
| 1000-1300 |
L’Aloe si diffonde in Europa; i portoghesi rubano agli arabi la supremazia
nel commercio marittimo della droga. |
| 1400-1500 |
I conquistatori spagnoli ed i missionari diffondono la coltivazione e l’uso
dell’Aloe nel Nuovo Mondo. Cristoforo Colombo ne riferisce nei suoi
diari. |
| 1800-1900 |
La coltivazione dell’Aloe si diffonde in varie altre zone del mondo, specie
dell’America centro-meridionale e di regioni affacciate sul Pacifico. |
| 1935 |
Appare la prima relazione scientifica (Collins) circa l’impiego di gel di
Aloe nella cura di radiodermiti (ustioni provocate da raggi X) |
| 1945 |
Ustionati dalle esplosioni atomiche in Giappone vengono curati con risultati
sorprendenti con gel di Aloe |
| 1940-1960 |
La scuola russa (Filatov) porta a compimento tutta una serie di
sperimentazioni per valutare appieno le proprietà curative dell’Aloe |
| 1950 |
L’ing. Stockton studia un metodo atto a stabilizzare il gel di Aloe in modo
da renderlo di comodo uso ogni qual volto potesse occorrere ed in qualsiasi
posto. |
| 1950-1954 |
E’ evidenziata e confermata un’attività batteriostatica (antibioticosimile)
dell’Aloe vera verso diversi tipi di stafilococchi. |
| 1960-1970 |
In questi decenni appaiono le prime formulazioni di cosmetici contenenti
Aloe vera, che si rifanno, per quanto concerne la funzionalità, a quelle che
sono le proprietà del principio attivo in preparati dermatologici medici
(lenitivo, calmante, cicatrizzante, ammorbidente,
ecc.) | |
| 1973 |
Viene confermata sperimentalmente l’efficacia di Aloe vera nel trattamento
di acne, alopecia, ulcere alle gambe e perdita dei capelli
|
| 1974 |
Negli USA, negli health food store appaiono i primi long-drink a base
aloe
|
| 1978 |
Al Congresso IFSCC di Tokio, l’Aloe vera viene presentata come “un valido
principio attivo di impiego cosmetico”. Una rivista scientifico americana
riporta che ormai lo maggior parte delle linee cosmetiche di importanti aziende
contengono almeno un preparato a base di questo ingrediente.
|
| 1976 |
E’ spiegato l’effetto calmante ed antidolorifico dell’Aloe vera col fatto
che essa contiene sostanze che impediscono la formazione e l’effetto
infiammatorio e dolorifico della brakidìna.
|
| 1980 |
Sperimentazioni cliniche (Chicago) dimostrano la capacità di Aloe vera di
guarire bruciature di terzo grado e congelamenti in un tempo inferiore a quello
di moderni specifici medicamenti. E’ parimenti confermato l’efficacia di Aloe
vera verso una nutrita serie di ceppi batterici senza essere
tossica.
|
| 1981 |
Nasce IASC (International Aloe Science Council) un’ente preposto al
controllo e coordinamento di tutte le attività industriali, tecniche e
commerciali inerenti la coltivazione, la lavorazione, la vendita e l’impiego di
Aloe vera, nonché degli studi scientifici effettuati su detto principio per una
loro ordinata e utile diffusione.
|
| 1989 |
Ricercatori giapponesi affermano che l’Aloe vera contiene almeno tre
sostanze a riconosciuta attività antitumorale.
|
| 1992 |
Il dott. Strickland (Università del Texas) suggerisce la possibilità che
Aloe vera può non solo fermare il danno provocato al sistema immunitario da
severe esposizioni alla luce solare, ma può realmente restituire al sistema la
sua completa normale funzionalità compromessa dalla bruciatura.
|
| 1994 |
La FDA concede ai Carrington laboratories (Texas) la possibilità di
utilizzare un carboidrato complesso — acemannano — isolato da Aloe vera ,nella
terapia dell’ AIDS. In associazione al più comune dei farmaci impiegati nella
terapia di questa affezione (l’AZT): ne esalta per sinergia l’attività, tanto da
arrestare in molti casi la progressione della sindrome.
|
| 2000 |
L’Aloe è componente in vari paesi del mondo di bevande corroboranti,
digestive, tonicizzanti; in Giappone, oltre che in long-drink, è presente in un
affermato whisky’ ed in uno yogurt. In Messico, se ne fa uso in pannolini
assorbenti per bambini e signore. In campo cosmetico il gel di Aloe vera è
ormai diffuso in molti preparati, da dentifrici a creme idratanti, da preparati
pre- e dopo sole a saponi e prodotti per capelli.
|
| 2003 |
.... e la storia
continua...... | |
Le proprietà della pianta
Ma come
mai l'aloe vera, questa pianta che praticamente tutte le maggiori civiltà hanno
cantato ed esaltato come una formidabile guaritrice, è così efficace, e
soprattutto, corrisponde a verità la sua capacità guaritrice che è alla base
della formula di Padre Romano Zago? Vediamo brevemente cosa ci dicono la chimica
e la medicina circa le reali proprietà di questa pianta.
A lungo impiegata
sotto forma di polvere, ottenuta dall'essicazione delle foglie (metodo tutt'oggi
utilizzato nelle Antille e in numerosi paesi del Terzo mondo), l'aloe trova la
maggiore efficacia nelle proprietà del gel, ricchissimo di principi attivi, che
si ottiene incidendo le foglie della pianta.
Si tratta del gel incolore,
della parte interna, del “cuore” della pianta, che ha proprietà astringenti,
battericide, cicatrizzanti, antiinfiammatorie, antivirali.
Queste capacità
sono date al gel dell'aloe vera da un insieme di sostanze presenti in esso, che
agendo sinergicamente ottengono i numerosi effetti benefici descritti.
In
particolare, nell'aloe si trovano vitamine come la A , la C e la E, e inoltre
quasi tutte le varietà di vitamina B. Esse esercitano azione antiossidante,
neutralizzando i radicali liberi ed evitando così l'invecchiamento delle
cellule. In particolare, la vitamina A esercita una funzione importantissima
rafforzando le difese immunitarie, una delle proprietà fondamentali dell'aloe,
perché rinforza la mucosa, che a sua volta trattiene i germi e permette agli
enzimi di attaccarli e distruggerli, anziché lasciarli filtrare nell'organismo.
Ma soprattutto, nella nostra pianta si trova un'altissima percentuale di
amminoacidi:
alanina, arginina, acido
aspartico, acido glutammico,
glicina, istidina,
lisina, metionina, prolina,
serina, tirosina, importantissimi per la
formazione delle proteine. Tra di essi la lisina, che l'aloe contiene in alta
concentrazione, come l'anginina e la metionina.
In grande
varietà sono contenuti nell'aloe vera anche i minerali (In ogni litro di succo
d'aloe:
Calcio 18,6 mg - carbonato di
potassio 31,4 - ferro 44 - manganese
4,5 - magnesio 3,1 - sodio 12,7 -
zinco 1,7), tra cui calcio, ferro, fosforo e potassio, che
preservano ossa, muscoli e sistema nervoso.
Inoltre numerosissimi enzimi (aliasi,
alcalinasi, fosfatasi,
amilasi, carbossipeptidasi,
catalasi, cellulasi, lipasi e
perossidasi) che agiscono nei processi digestivi, accelerando il
metabolismo e favorendo quindi l'eliminazione di tossine, colesterolo e
obesità.
Inoltre, nell'aloe vera si trovano complessi antrachinonici
(aloe-emodim, acido aloetico,
aloina, antracina, antranolo,
barbaloina, acido crisofanico, olio
etereo, estere dell'acido cinnamico,
isobarbaloina e resistanolo) che funzionano da
analgesici, antinfiammatori nei dolori della colonna vertebrale e per i dolori
in generale.
Infine, troviamo nell'aloe steroidi (fornisce 4 principali steroidi
di piante: colesterolo, campesterolo,
luppeolo e Beta-sistosterolo che sono agenti
antinfiammatori, mentre il luppeolo possiede anche proprietà antisettiche e
analgesiche), zuccheri
(mono e polisaccaridi) con azione
antinfiammatoria e l'acemannano che attiva il sistema
immunologico nella difesa da virus, batteri e inquinamento ambientale,
saponine
(glicosidi) con azione antisettica e di pulizia, ormoni (auxine e
gibberelline) che facilitano la cicatrizzazione e l'azione
antinfiammatoria, principi attivi fitoterapici, come la lignina, che facilitano
la penetrazione del gel nella pelle, idratandola e nutrendola.
Gli studi più
recenti hanno evidenziato la presenza nell'aloe vera dell' acemannano. Si tratta
di una macromolecola polimera, solubile nell'acqua, che aumenta la produzione
nell'organismo dei macrofagi, fattori dell'eliminazione dei tumori. In pratica
questa sostanza svolge una funzione depurativa e immunostimolante, attivando al
massimo le difese immunitarie presenti nel nostro fisico. Possiede inoltre
proprietà germicide, battericide e fungicide.
In passato il consumo del gel
dell'aloe vera era molto più ridotto o difficoltoso, perché il gel tende ad
ossidarsi rapidamente perdendo le sue proprietà. Oggi invece è possibile
“stabilizzarlo” e conservarlo attraverso processi naturali a freddo, in modo da
fargli mantenere i suoi princìpi attivi. Vengono utilizzati per questo processo
conservanti naturali e antiossidanti per mantenerne anche il colore ed il
sapore.
Grazie a questa serie di proprietà, l'aloe è in grado di svolgere numerose funzioni di depurazione e rinvigorimento
dell'organismo umano.
Quanto alle gravi malattie, sono numerosissime le
testimonianze che parlano di un effetto formidabile di purificazione del sangue
e di rinvigorimento delle cellule, comprese le difese e gli agenti in grado di
aggredire le metastasi. Senza che ancora la medicina ufficiale abbia dato
risposte ultimative, si può affermare che l'aloe costituisce una vera e propria
cura naturale in possesso di alcuni agenti potentissimi nel combattere l'azione
degenerativa del male. Nessuna magia, dunque, nessun “intruglio” o “pozione” non
meglio identificata; piuttosto un vero arsenale di difese immunitarie e di
proprietà rinfrescanti e rigeneranti, contenuto in una semplice pianta.
Il rapporto con la medicina
ufficiale
Il libro “La guarigione silenziosa”, uno studio
moderno e scientifico sull'Aloe Vera del dottor Bill Coats, condotto negli Stati
Uniti e disponibile anche in Italia, traccia un lungo elenco delle malattie nei
cui confronti l'aloe si è dimostrata efficace. L'uso dell'aloe, per la scienza
medica occidentale, nella prevenzione e cura del cancro è ancora agli albori.
Questo si spiega con il fatto che le sperimentazioni finora condotte sono state
effettuate su cavie ed in laboratorio, ed i protocolli medici per testare la
validità di un nuovo agente sono lunghi e molto elaborati. Sono infatti
necessari anni per passare dalla sperimentazione in vitro a quella sulle
persone, e solo al termine di questa ulteriore fase vengono concesse le
autorizzazioni a produrre farmaci contenenti un nuovo componente.
Nei
protocolli di ricerca, i risultati sono comunque molto incoraggianti.
Numerosissime sono le testimonianze inequivocabili sull'efficacia dell'aloe
nel contrastare le malattie, in modo naturale, depurando a fondo l'organismo e
sollecitando una risposta molto forte da parte del sistema immunitario.
Tantissime di queste testimonianze provengono direttamente dall'esperienza di
Padre Romano Zago, che ha il merito di avere raccolto e divulgato in Occidente
questa ricetta antichissima, già conosciuta dagli avi e dalla. gente semplice
che si affida fin dai primordi ai rimedi naturali. Le funzioni importantissime
dell'acemannano, presente in altissima concentrazione nell'aloe vera, sono state
dimostrate ufficialmente da numerosi studi internazionali. Attualmente negli
Stati Uniti la Food and Drag administration sta effettuando test sugli effetti
dell'aloe nei confronti del virus dell'Aids.
È comunque accertato che l'aloe
abbia almeno tre funzioni fondamentali: una azione oncostatica
antiproliferativa; un'azione immunomodulante; un'azione antiossidante. Le più
recenti acquisizioni in materia - e parliamo di acquisizioni scientifiche –
confermano nell’aloe l’eccezionale concentrazione di sostanze in grado di
spingere l’organismo a dare risposte straordinarie anche alle malattie peggiori,
in forma del tutto naturale e duratura.

Chi è Padre Romano
Zago?
Nato in Brasile, nell'attuale comune di Progresso,
l'11 aprile del 1932, Romano Zago, ascendenti italiani, entra appena undicenne
nel seminario Serafico "San Francesco" di Taquari dove porta a termine gli
studi. Diviene novizio nel 1952. Studia filosofia a Daltro Filho e Teologia a
Divinipolis, in Mato Grosso, e viene ordinato sacerdote nell'ordine dei Frati
Minori. È presto nominato professore presso il seminario di Taquari dove aveva
iniziato i suoi studi, nel 1971 si laurea anche in lettere ed insegna Francese,
Spagnolo, Portoghese e Latino nelle varie case del suo ordine. Nel 1991 viene
inviato a prestare il proprio servizio in Israele, dove prosegue
nell'insegnamento ai giovani.
Oggi vive e lavora in Brasile, dove è tornato
al termine della sua missione in Terrasanta.

Una bevanda "straordinaria"
È in Israele che Padre Romano elabora la sua scoperta. L'aloe vera, o
Babosa, presente in abbondanti quantità nella regione, è la "materia prima" su
cui egli concentra la propria attenzione, nei momenti liberi. "Conoscevo già la
pianta - dichiarerà in seguito il religioso - in Brasile, mia madre ce la dava
sempre come lenitivo, quando da bambini ci ferivamo giocando o per tante piccole
cose legate ai guai fisici. Ma allora non credevo che una pianta così piccola e
diffusa potesse avere un potere guaritivo così grande".
Mescolando il succo
ricavato dalla frullatura delle foglie della pianta con semplice miele d'api e
grappa, ottiene un composto dalle proprietà guaritive straordinarie. I suoi
primi "pazienti", cui Padre Romano dona alcune dosi della bevanda, sono alcuni
cittadini indistintamente di religione cristiana, ebraica, musulmana.
La
ricerca di Padre Romano Zago è pubblicata sulla nota rivista "Terra Santa" e su
altre riviste specializzate e di rilievo. È l'inizio della notorietà per il
frate francescano e il suo elisir di lunga vita. Rientrato in Brasile nel '95,
Padre Romano Zago divulga ulteriormente la sua formula, e comincia a dedicarsi
in modo continuativo alla sua sperimentazione e alla cura degli ammalati più
gravi e disperati. Convinto dalle numerose guarigioni straordinarie, raccoglie
la sua esperienza nel libro “O cancer tem cura” (“Di cancro si può guarire”,
edizione italiana Adle edizioni, Padova), in cui Padre Romano espone con
semplicità e chiarezza, la pratica della cura della “malattia del secolo”
attraverso la sua bevanda a base di Aloe. “Se alcuni sono guariti avvalendosi di
questo metodo semplice ed economico, perché non offfrire questa stessa
opportunità a più persone? Ecco il mio unico obiettivo”, spiega nel suo libro
Padre Romano Zago.
Nel volume, tra gli altri capitoli dedicati a
spiegare la forza del preparato anche rispondendo con precisione ad alcune tra
le più comuni domande che possono sorgere di fronte alla portata rivoluzionaria
del prodotto, spicca il capitolo “Internazionalizzazione della formula”. In esso
viene spiegato come il preparato a base di Aloe ha trovato via via accoglimento
in molti paesi, acquisendo dignità di cura completa contro gravi malattie, e
vengono riportate numerosissime testimonianze di persone guarite perfettamente
grazie all'assunzione del preparato.
Padre Romano Zago nel 1998 ha
concesso l'autorizzazione ad un'industria brasiliana a produrre in suo nome il
preparato a base di Aloe. È da qui che prende il via la storia dell' “Aloe vera
di Padre Romano Zago”, bevanda fedele alla formula originale, e commercializzata
in numerosi paesi.
Nello stesso anno veniva istituita la Fondazione "Fra
Romano Zago", che oltre ad essere attiva nel sostegno a persone in difficoltà e
nella solidarietà in genere, conduce un'intensa attività di diffusione e ricerca
sui vantaggi e sulle proprietà curative dei prodotti naturali, fra cui l'Aloe
ha, ovviamente, un posto di primo piano.
Come il padre arriva alla
formula
“Onestamente non ho la pretesa di essere
considerato il creatore o l'inventore del metodo. Tanto meno di presentarmi come
il pioniere, o in altre parole, come il primo che ha applicato questa forma con
esito positivo. Questo infatti non corrisponderebbe a verità. Altri, molto prima
di me, dovrebbero arrogarsi, giustamente, tale diritto”. (“Di cancro si può
guarire”, edizioni Adle, Padova, pag. 5).
Con queste parole, Padre Romano
Zago vuole sottolineare il fatto di essere stato il principale diffusore, non
l'inventore della formula che ha, in realtà, messa a punto avendola tratta dalla
saggezza popolare, dalla gente delle baraccopoli in cui si trovava ad operare e
dall'insegnamento di altri padri francescani, fra tutti padre Arno Reckzigel,
Padre provinciale durante il suo incarico presso Rio Grande do Sul.
Il
merito di Padre Romano Zago, questo umile ma instancabile frate francescano, è
quello di avere perseguito, con grande determinazione e costanza, la diffusione
del preparato a base di aloe, da lui perfezionato, prima attraverso la
somministrazione diretta, ad infinite persone che si recavano da lui desiderose
di ottenere almeno una speranza di guarigione nel momento difficile della
“malattia del secolo”, per loro stesse o per i loro familiari; e poi con diverse
pubblicazioni che hanno reso nota la formula dell’Aloe vera di Padre Romano Zago
anche in Occidente, tra cui “O cancer tem cura”, il libro che in Italia è edito
dalle edizioni Adle di Padova col titolo “Di cancro si può guarire”.
Perché gli ingredienti
Il particolare successo della formula è dovuto ai suoi
tre ingredienti: l'aloe innanzitutto, e poi il miele e la grappa. Perché questi
ingredienti, come mai miele e grappa (o cognac, o brandy) ad accompagnare le
proprietà dell'aloe? “La spiegazione è semplice” dirà lo stesso Padre Romano. Ed
in effetti è così. Il miele infatti, sempre che si tratti di miele d’api,
naturale e non (troppo) trattato, ha la proprietà di veicolare, di condurre le
sostanze curative contenute nel succo d’aloe, fino ai recettori più remoti del
nostro organismo, consentendo al preparato di esercitare la sua azione benefica.
Quanto alla grappa, essa effettua un'azione di vasodilatazione, ovvero
allarga i vasi sanguigni facilitando la depurazione generale dell'organismo. Il
sangue può così purificarsi, eliminando le sostanze infettanti. Inoltre,
l'organismo umano non sarebbe in grado di assorbire integralmente il liquido
viscoso e ricco di proprietà, ovvero l'aloina, che sgorga quando si incide una
pianta di aloe, senza scioglierlo in un distillato.
Come si prepara e si assume - le reazioni del nostro organismo
Ed ecco la formula definitiva dell'Aloe vera di Padre
Romano Zago.
INGREDIENTI:
Mezzo
chilo di miele d'api (miele biologico di acacia)
40-50 ml
(circa 6 cucchiai) di distillato (Grappa, Cognac, whisky,
etc.)
350/400 grammi di foglie di Aloe vera/Aloe
Arborescens.
COME SI
PREPARA?
La risposta la fornisce lo stesso Padre: “Togliere
le spine dai bordi delle foglie e la polvere depositatasi, utilizzando uno
straccio asciutto o una spugna. Tagliare a pezzi le foglie (senza togliere la
buccia) e metterle nel frullatore assieme al miele e al distillato prescelto.
Frullare bene e il preparato è pronto per il consumo. Non va filtrato, né cotto,
ma solo conservato con cura in frigorifero all'interno di un barattolo scuro,
ben chiuso”.
Le dosi che il padre consiglia prevedono l'assunzione di un
cucchiaio da tavola una mezz'ora prima di ciascuno dei tre pasti principali. Il
prodotto va agitato bene prima dell'uso. Concluso il primo barattolo, è il caso
di sottoporsi ad una visita medica per capire lo stato della malattia. In base
al responso, dopo una pausa di alcuni giorni, si potrà ripetere il ciclo di
cura, fino all'eliminazione del male.
L'aloe utilizzata deve essere una
pianta matura, quindi di almeno quattro anni, ed è importante che anche il miele
sia di ottima qualità e soprattutto naturale, proprio a causa della sua
caratteristica di “trasportatore” delle sostanze benefiche contenute
nell'aloe.
Quanto alle reazioni che la somministrazione dell'aloe può dare,
Padre Romano Zago precisa che esse non devono spaventare. Rappresentano infatti
l’espulsione, la liberazione completa da parte dell'organismo delle sostanze
impure, e soprattutto, quando si verificano, hanno una durata limitata, da uno a
tre giorni al massimo.
In chi assume la bevanda a base di aloe si possono
dunque verificare eruzioni cutanee, oppure diarrea o nei casi più accentuati,
conati di vomito: ma il tutto, secondo Padre Romano, indica che si è sulla buona
strada, e che gli sforzi fatti iniziano a dare i propri frutti. Tutti possono
assumere il preparato, anche se esso è sconsigliato soltanto alle donne in stato
di gravidanza, per la loro particolare condizione.

Ingredienti:
FOGLIE INTERE DI ALOE VERA
STABILIZZATE, MIELE,
ACQUAVITE DI CANNA DA ZUCCHERO;
conservanti
alimentari: potassio sorbato, benzoato di sodio, acido citrico.
Gradazione
alcolica: 0,5%. Contiene: Aloina 180ppm/ltr
Il prodotto è stato notificato al ministero della salute in
data 12/12/2002.
La presente notifica non
implica accettazione da parte del ministero della salute di qualsivoglia
messaggio a carattere pubblicitario
Modo d'uso.
Prendere
un cucchiaio da tavola 20 o 30 minuti prima dei tre pasti principali (se non si
riesce prenderlo a mezzogiorno: alla sera dose doppia). Ai bambini si da un
cucchiaio da tè e, comunque, ci si regola a seconda dell’età.
Dopo il
primo flacone si sospende per due o tre giorni, poi se ne riprende un altro e,
sotto controllo medico, si ripetono gli esami per verificare se c’è stato un
miglioramento. Se c’è stato, ma non la guarigione, si continua assumendolo
ininterrottamente e raddoppiando la dose fino a guarigione avvenuta.
Precauzioni d'uso.
L'Aloe e' sconsigliato a: donne incinte, in allattamento, bambini
piccoli, coloro che hanno subito trapianti, si sottopongono a dialisi, hanno il
sistema immunitario iperattivo.
DIETA CONSIGLIATA:
Dieta Vegetariana
Soprattutto nel caso di patologie piu' gravi
non si deve sospendere neppure a guarigione avvenuta, ma ridurlo nel seguente
modo:
. per il primo anno: un flacone ogni mese
. per il secondo
anno: un flacone ogni tre mesi
. dal terzo anno: due flaconi in primavera e
due in autunno.
Tratto da: “Di cancro si può guarire” di P. Romano Zago
(pag. 55 e seg.): “…
Ho informazioni di persone che hanno preso il
preparato ed hanno avuto le seguenti reazioni: Nessun cambiamento o reazione.
Sulla pelle tramite i pori: prurito in tutto il corpo, foruncoli,
ascessi , eruzione cutanea come la varicella; vesciche, anche sul palmo delle
mani o sotto i piedi. Tramite le feci: feci con odore più forte del solito,
disturbi intestinali, diarrea; flatulenza (gas puzzolente). Tramite l'urina:si
urina con più frequenza, urina più scura - quasi marrone; urina somigliante a
sangue mescolato con acqua.
Altri fenomeni: vomito, dolori generici, non
sempre localizzati, soprattutto al ventre.
Vorrei ribadire che tali
indisposizioni o fastidi durano uno, due, tre, massimo quattro giorni, seguiti
sempre da una sensazione di benessere e buona disposizione per tutto, come in
uno stato di convalescenza. E' importante l’atteggiamento con cui si affrontano
tali disagi: non bisognerebbe sospendere la cura.
Devi essere convinto
che sei sulla buona strada, ossia, che le tossine hanno trovato la valvola di
sfogo, se ne sono andate. Hai trovato la strada della guarigione. Adesso devi
soltanto insistere, continuare. Sospendere la cura sarà come perdere tutto. …”
EFFETTI BENEFICI
PER:
Acidità di stomaco Lupus, Acne persistente, Morbo di
Parkinson, Aiuto per l’asma, Normalizzazione colesterolo, Aiuto sessuale per
quarantenni, Piccole ferite sul cuoio capelluto, Alito cattivo, Piede
dell’atleta, Arrossamenti cutanei, Polipi intestinali, Artrite, Polipi uterini,
Callosità, Prostata, Calvizie, Psoriasi, Capelli più morbidi, Regolazione
pressione, Catarro, Reumatismi, Cattiva digestione, Sinusite, Congiuntivite,
Stimolazione dell’appetito, Epilessia, Stipsi, Forfora, Ulcera, Foruncoli sulla
pelle, Ulcere della retina, Funghi, Ulcere varicose, Gastrite, Unghie
atrofizzate.

